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La storia va in tavola a Paganico Sabino (RI) con la Sagra delle Sagne Strasciate – 29 luglio

Luglio 6, 2018 · Sandro Marsili

Una sfoglia realizzata a mano con farina, acqua e uova che viene strappata in piccoli lembi, cotti e conditi con i prelibati funghi porcini raccolti nei boschi della zona. Così le abili massaie di Paganico Sabino preparano sagne strasciate, una ricetta legata a doppio filo al piccolo borgo che sorge proprio sulle rive del Lago del Turano; una delizia da assaggiare domenica 29 luglio alla sagra dedicata a questo piatto tipico insieme a porchetta, pane e vino rosso.

Nel paese di 200 abitanti in provincia di Rieti, dove il tempo sembra essersi fermato, è in programma un’intera giornata di festa che partirà alle 11 con quattro imperdibili   esposizioni sulla storia, la cultura e le tradizioni del posto; stand con i prodotti tipici del territorio saranno allestiti nelle vie del borgo e, dopo il pranzo a base di sagne strasciate nel Centro Diurno con posti coperti da capienti tensostrutture, si andrà avanti fino a tarda sera con arrosticini, birra e musica dal vivo. A disposizione dei visitatori ci sarà anche un servizio gratuito di bus navetta e ci sarà spazio anche per le escursioni guidate alla Chiesa dell’Annunziata, che conserva splendidi affreschi Cinquecenteschi.

Giunta alla 28esima edizione, la Sagra delle Sagne Strasciate rappresenta una gustosa occasione per scoprire Paganico Sabino, che conserva la trecentesca Chiesa di San Nicola, il Belvedere della Rocca recentemente inaugurato e tanti vicoli e piazzette ben curate. Il paese è legato a doppio filo al Lago del Turano – creato artificialmente nel 1939 con una diga sull’omonimo fiume e collegato al Lago del Salto da una galleria – ed è immerso in uno dei territori più genuini e incontaminati del Lazio. Qui sorge anche la particolare “Pietra Scritta”, il monumento funerario della famiglia dei Muttini risalente alla seconda metà del I secolo a.C.: si tratta di un monumento funerario “a dado”, realizzato modellando un masso erratico esistente sul posto e che si era probabilmente distaccato dall’incombente monte Cervia.

 

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